La Basilica-Santuario San Giuseppe da Copertino, comunemente nota come Chiesa di San Francesco, è il principale luogo di culto dedicato al Santo dei voli nella città di Osimo. Costruita a seguito del passaggio di San Francesco ad Osimo, la chiesa è un edificio ricco di stratificazioni storiche e di interventi architettonici che riflettono secoli di trasformazioni stilistiche e devozione popolare.
Origini storiche e devozione
Il Serafico di Assisi era venuto ad Osimo nel 1215, e vi era passato la seconda volta nel 1220; le due visite non erano rimaste senza frutti: molti addirittura si erano indotti a mutare vita. La Basilica inizialmente venne dedicata a San Francesco da Assisi, come onore reso dai cittadini osimani al Santo, in quanto quest’ultimo aveva onorato la loro città con due visite. Il 7 maggio del 1234 si procede, presenti i Vescovi, alla solenne consacrazione della Chiesa di S. Francesco.
San Giuseppe da Copertino, a cui questo tempio è poi stato dedicato, nacque in una stalla nel 1603 a Copertino (Lecce) e fu canonizzato dopo un percorso di fama, miracoli ed estasi che lo resero celebre come il "Santo dei voli" e patrono degli studenti. Quando avvenne la beatificazione di S. Giuseppe da Copertino (1753) e ne fu prevista la canonizzazione, i Frati Minori Conventuali credettero quella loro chiesa del duecento non abbastanza degna dei nuovi onori, e si misero a rimodernarla e arricchirla secondo il gusto di quel secolo.
Trasformazioni settecentesche e dedicazione a San Giuseppe
In occasione della beatificazione (1753) e della canonizzazione (1767) di Frate Giuseppe si rese necessaria una ristrutturazione significativa dell’edificio. Autore dei lavori fu l’architetto romano Alessandro Rossi: a lui si devono la costruzione dell’altare maggiore e delle otto cappelle laterali, l’ampliamento della cupola e la sopra elevazione della torre campanaria. Altri interventi furono affidati all'architetto Andrea Vici, che alzò le pareti per lanciare le volte e la cupola; addossò muri e costoloni alle vecchie sottili colonne polistili trasformandole in pilastri, sostenuti da mensole fiorate; stucchi e fiorami in gesso si accamparono sul piano delle pareti.
I lavori terminarono nel 1781, quando il tempio, consacrato il 27 maggio 1781 dal vescovo card. Guido Calcagnini, cambiò nome da chiesa di San Francesco in chiesa di San Giuseppe da Copertino. La salma del Santo fu sistemata sotto l'altare già nel 1771 e poi, in occasione del terzo centenario della morte del santo, la notevole cripta fu costruita nel 1963 per accogliere il corpo di San Giuseppe, collocato fino a quel momento nell’altare maggiore.
Architettura esterna
La facciata, ispirata alla lezione borrominiana, è costituita da due ordini nettamente distinti da un alto cornicione marcapiano. L’ordine inferiore si scompone in tre sezioni, ciascuna definita da due paraste con capitello corinzio; nelle due sezioni laterali si aprono nicchie semicircolari sovrastate da una calotta emisferica a conchiglia. La sezione centrale è concava e presenta al centro il portale, inquadrato da una spessa cornice e sormontato da una finestra con architrave ad arco ribassato, la cui cornice è affiancata da volute e mascheroni.
L’ordine superiore prolunga la sezione centrale dell’ordine inferiore: è inquadrato da paraste con capitello, ha specchiatura concava e presenta al centro una nicchia simile a quelle inferiori. È completato da due acroteri raccordati al corpo centrale con volute. Di notevole interesse è il portale di accesso in pietra recante sull’architrave una scritta incisa nel 1796 per volere di Papa Pio VI, che riporta l’elevazione della chiesa a titolo di basilica minore.

Architettura interna e disposizione planimetrica
L’interno è stato totalmente rinnovato nella seconda metà del XVIII secolo; l’aula unica è a croce greca, con l’abside un po’ più profonda rispetto al braccio della controfacciata. L’aula è costituita da un ottagono in cui si intercalano i bracci della croce con dei pilastri, sui quali poggia la volta a spigolo unghiata, mentre un cornicione che separa i due ordini corre per tutto il perimetro interno della chiesa.
I bracci sono caratterizzati da archi e i pilastri mostrano alle due estremità paraste sormontate da capitelli corinzi. Nelle pareti della volta, tra un’unghia e l’altra, si aprono finestre polilobate con vetrate istoriate che illuminano l’aula; la luce entra anche dal finestrone della facciata. L’abside, lunga più del doppio degli altri tre bracci, ospita il presbiterio in una forma emiottagonale con paraste sormontate da capitelli su ogni spigolo; al centro si apre una nicchia decorata in cui è collocata la statua di San Giuseppe.
Altari, cappelle e opere d’arte
A destra e a sinistra entrando si accede rispettivamente alla stalla in cui San Giuseppe da Copertino è nato e alla sala delle reliquie. L’interno ospita l’altare maggiore costruito durante il rifacimento settecentesco e otto cappelle laterali. Tra le opere conservate si segnalano la tavola della Madonna in trono con Santi di Antonio Solario, la tela della Crocifissione di Francesco Solimena e la grande tela di Ludovico Mazzanti raffigurante “San Giuseppe in estasi tra lo stupore dei confratelli alla vista della Basilica di Loreto”.
Degni di nota gli affreschi: nella volta a crociera della sagrestia si trovano gli affreschi trecenteschi di scuola giottesca raffiguranti i quattro Evangelisti con i loro attributi; altri affreschi appartengono al pittore novecentesco Gaetano Bocchetti, in particolare: nell’abside “San Giuseppe in gloria con le braccia elevate”; nella cupola “La Beatitudine eterna di San Giuseppe circondato da Santi”; nella parete del contraltare “La partenza di San Francesco dal Porto di Ancona per la Terra Santa”.
Sacrestia, camerette e cripta
La Sacrestia conserva quasi interamente le linee dell'antica costruzione e nella volta a crociera conserva affreschi del XIV secolo. Dalla sacrestia si può accedere, tramite una scala, alle stanze soprastanti, dette "camerette", dove il santo trascorse gli ultimi sei anni della sua vita (1657-1663), in isolamento, studio e preghiera. Le stanze del santo, conservate nello stato originale, comprendono le tre camerette e l'oratorio dove egli ogni giorno celebrava la santa Messa; qui, come in un museo, trovano posto paramenti sacri, capi di vestiario, suppellettili e mobili appartenuti al santo.
Sotto l’edificio la notevole cripta accoglie, dal 1963, il corpo di San Giuseppe, collocato fino ad allora nell’altare maggiore. La Cripta, in cui riposa il corpo del santo, è stata costruita per il terzo centenario della sua morte e rappresenta oggi luogo di intensa devozione.

Il complesso conventuale e gli spazi esterni
Accanto alla Basilica si apre un ampio Chiostro, eseguito anch’esso in uno stile semplice ma elegante, collegato al Convento annesso che è sede della comunità religiosa. Il Convento ha avuto origine nel XIII secolo, subito dopo il passaggio in Osimo di San Francesco (1220), e ospita al suo interno testimonianze di devozione e memoria, come le spoglie mortali del venerabile frate Benvenuto Bambozzi custodite in un loculo del primo altare.
Devozione, curiosità e funzioni religiose
Nonostante non possedesse particolari doti intellettuali, San Giuseppe da Copertino riuscì per ben due volte, grazie all’intercessione della Vergine Maria, a superare gli esami che lo avrebbero condotto alla vita sacerdotale ed è per questo che gli studenti oggi invocano il suo aiuto di fronte alle prove importanti da superare: moltissime sono le tesi di laurea e i libretti universitari lasciati dagli studenti come ex voto, testimonianze di devozione verso il Santo "protettore degli studenti".
San Giuseppe da Copertino è noto per i voli mistici, eventi che si manifestarono di fronte a moltissime persone e che alimentarono la sua fama in vita e la devozione postuma. Le vicende della sua vita - la povertà familiare, l’ingresso tra i Frati Minori Conventuali, le prove dell’Inquisizione, l’isolamento imposto dai superiori e le estasi che lo resero celebre - sono strettamente legate alla storia della Basilica che oggi ne custodisce le memorie materiali e spirituali.
Opere d'arte principali (elenco)
- Tavola della Madonna in trono con Santi di Antonio Solario
- Tela della Crocifissione di Francesco Solimena
- “San Giuseppe in estasi tra lo stupore dei confratelli alla vista della Basilica di Loreto” di Ludovico Mazzanti
- Affreschi trecenteschi di scuola giottesca nella sagrestia (i quattro Evangelisti)
- Affreschi di Gaetano Bocchetti nell’abside, cupola e parete del contraltare
Visita e informazioni pratiche
La chiesa, collocata nel cuore del centro storico di Osimo, è costruita in conci di tufo locale a faccia vista e coperta con volte in muratura. La struttura, elegante e architettonicamente notevole, pur non avendo una capienza eccessiva si presenta come un volume imponente e rappresenta una tappa obbligata per chi desideri approfondire la figura di San Giuseppe da Copertino e la storia francescana nella regione.