Basilica dei Santi Quattro Coronati: storia e architettura del complesso sul Celio

La visita guidata alla Basilica dei Santi Quattro Coronati a Roma offre la possibilità di ammirare e conoscere la storia di uno dei luoghi più ricchi di fascino, storia e arte della città, alle pendici del monte Celio. Situata non distante dal Colosseo, la basilica ha origini tardo-antiche e testimonianze della sua presenza già nel V secolo d.C.

Le origini e le varie fasi costruttive

Fondato a metà del V secolo d.C. sui resti di una domus romana, è una delle basiliche più importanti della Roma carolingia. Il nucleo originario fu costruito nel IV secolo da Papa Melchiade con il nome di titulus Aemilianae o titulus Ss. Quattuor Coronatorum, del quale sopravvive ancora l’abside ed alcuni resti situati sotto l’attuale basilica. Secondo la tradizione, la prima chiesa in loro memoria fu fondata nel IV sec. d.C. sui resti di un’antica domus romana.

Ricostruita in epoca carolingia da papa Leone IV, la chiesa divenne molto importante in città e assunse l’aspetto, visibile ancora oggi, di una rocca medievale, circondata da mura e sormontata da una torre. Nel VII secolo Papa Onorio I ricostruì ed ampliò la chiesa che poi nel IX secolo Leone IV sottopose a radicale restauro trasformandola in una basilica a tre navate con cripta semi-anulare preceduta da un quadriportico, all’ingresso del quale si inserì la torre campanaria.

A seguito dell’incendio provocato dai Normanni di Roberto il Guiscardo nel 1084, la chiesa fu completamente distrutta e venne poi ricostruita in forme ridotte da Pasquale II all’inizio del XII secolo: in questa occasione la parte anteriore della navata centrale fu trasformata in cortile (l’attuale “secondo cortile”), la navata centrale originaria divisa in tre navate mediante due file di colonne e le navate laterali tamponate e trasformate in chiostro l’una ed in refettorio l’altra.

Nel corso del XIII secolo gli edifici annessi alla basilica ebbero un notevole sviluppo. Il cardinale Stefano Conti fece costruire un’imponente struttura fortificata dotata di torri affinché potesse diventare una residenza sicura: la nuova dimora doveva essere quindi un piccolo castello, dall’aspetto imponente, con ambienti pubblici e privati e la chiesa dei Santi Quattro Coronati inglobata al suo interno. Per secoli il complesso fu il bastione del Palazzo del Laterano e residenza papale.

Nel 1564 fu affidato all’Arciconfraternita della Visitazione e destinato a orfanotrofio fino al 1872; Papa Pio IV a metà del Cinquecento destinò l’intero complesso alle monache di clausura agostiniane che ancora oggi vi abitano. Nel XX secolo iniziarono restauri volti alla conservazione e valorizzazione del sito, e tra il 1912 ed il 1914 importanti lavori condotti da Antonio Muñoz misero in luce strutture paleocristiane e romaniche.

Il martirio e la dedica

La Basilica dei Santi Quattro Coronati deve il nome al martirio di quattro soldati romani che, affermando la loro fede cristiana, vennero giustiziati per volere dell’imperatore Diocleziano. La ricchezza delle vicende storiche che avvolgono questo luogo è evidente già quando si cerca di capire chi sono i santi a cui è dedicata la chiesa: esistono, infatti, due versioni della leggenda, una che parla di cinque scalpellini e un’altra che parla di quattro soldati romani alle dipendenze dell’imperatore.

Architettura esterna: aspetto fortificato e accessi

La chiesa oggi presenta l’aspetto di un fortilizio, di una rocca medioevale circondata da imponenti mura e sormontata da torri. L’ingresso alla Basilica avviene attraverso un portale ad arco con lunetta (in cui sono raffigurati i Santi titolari) che immette nel primo cortile, costituito da arcate tardo-cinquecentesche e corrispondente al quadriportico di ingresso della basilica leonina. Sopra l’arco si nota un’iscrizione metrica in caratteri gotici relativa al restauro effettuato dal cardinale Alfonso Carillo de Albornoz, sormontata dallo stemma del cardinale spagnolo.

facciata e torre della Basilica dei Santi Quattro Coronati

La pianta e l’interno: tre navate, matronei e abside unico

All’interno la chiesa è a tre navate divise da quattro colonne di granito con capitelli di spoglio, con un meraviglioso pavimento cosmatesco, un soffitto ligneo con lo stemma del donatore e, in alto, matronei che si aprono sulla navata centrale con due trifore con colonnine ioniche e parapetto in marmo. Unico esempio a Roma, l’abside abbraccia tutte e tre le navate, coprendo l’ampiezza della navata centrale della prima basilica.

Il presbiterio fu sopraelevato nel IX secolo per ricavare la cripta semi-anulare, nella quale si conservano quattro arche, ritrovate nel XIII secolo, contenenti le spoglie dei martiri. Nella parete di sinistra è murato il paliotto d’altare del XII secolo con ai lati due iscrizioni: quella di sinistra ricorda la deposizione dei corpi sotto Leone IV con l’elenco delle reliquie, mentre quella di destra la ricognizione di Pasquale II nel 1111.

Pavimenti e decorazioni

Il ricchissimo pavimento intarsiato in marmi policromi è stato realizzato con resti di altri monumenti di Roma. L’abside è affrescata con la Gloria di tutti i Santi (1623) e l’interno conserva resti di affreschi medioevali della metà del XIII e del XIV secolo.

Oratorio di San Silvestro e Cappella

Lo splendore minore del complesso è l’Oratorio di San Silvestro, un piccolo scrigno decorato con preziosi affreschi bizantineggianti con iconografie legate alle vicende papali che ben testimoniano l’importanza della chiesa nei secoli passati. Dal lato orientale della Stanza del Calendario si accede alla Cappella di S. Silvestro, fatta costruire ed affrescare dal cardinale Stefano Conti nel 1246: a pianta rettangolare, presenta un meraviglioso pavimento cosmatesco e una volta a botte decorata con stelle e croci policrome, al centro della quale vi è una croce formata da scodelle di maiolica islamica.

affreschi dell’Oratorio di San Silvestro

La Stanza del Calendario e il chiostro

La Stanza del Calendario è chiamata così per l’affresco del secolo XIII tornato alla luce nel 1913, con le personificazioni dei mesi dell’anno e pergamene del calendario con scrittura gotica. Dalla navata sinistra si accede al chiostro cosmatesco del XIII secolo, costruito intorno al 1220 dal marmoraro Pietro de Maria nell’area precedentemente occupata dalla navata sinistra della chiesa antica. A pianta rettangolare, presenta vari reperti archeologici e quattro gallerie divise in due campate da pilastrini sui quali sono scolpite paraste scanalate e rudentate.

L’Aula Gotica: il gioiello della Torre Maggiore

L’Aula Gotica si trova al primo piano della Torre Maggiore ed era l'ambiente di maggior prestigio del palazzo cardinalizio eretto da Stefano Conti: in esso si svolgevano ricevimenti, banchetti e si amministrava la giustizia. Gli affreschi, eseguiti tra il 1235 e il 1247 e riscoperti nel 1996, costituiscono una rara e preziosa testimonianza dell'arte gotica a Roma.

Negli affreschi si individuano registri con i Mesi dell’anno, le personificazioni delle arti liberali, le Stagioni e i Venti, nonché le Virtù e le Beatitudini: nei dipinti si individuano più mani, tra le quali quella del Maestro Ornatista e del Terzo Maestro, e forse anche di Giunta Pisano.

interno dell’Aula Gotica con affreschi medievali

Il complesso monastico e gli usi successivi

Dal XII al XIV la chiesa fu affidata ad una comunità monastica benedettina; le strutture abitative dei monaci sorsero sulla parte della vecchia navata sinistra dove fu realizzato il chiostro. Nel XV secolo la chiesa divenne dimora episcopale; nel 1521 passò ai Camaldolesi e nel 1564 alle Monache Agostiniane di clausura, che tuttora la custodiscono. Nel 1570 vi trovò sede anche l’università dei marmorari, che nel 1577 acquistò la Cappella di S. Internamente il complesso è stato destinato a vari usi: orfanotrofio femminile, residenza, sede di confraternite, fino ai restauri volti alla valorizzazione del monumento nel XX secolo.

Elementi artistici di rilievo

  • Abside che abbraccia le tre navate: soluzione unica a Roma.
  • Pavimento cosmatesco e intarsi marmorei realizzati con materiali di recupero.
  • Oratorio di San Silvestro con ciclo di Storie di papa Silvestro.
  • Aula Gotica con ciclo pittorico trecentesco (1235-1247) tra i più raffinati a Roma.
  • Chiostro duecentesco del marmoraro Pietro de Maria con labrum centrale di epoca pasquale.

Dati sintetici

VoceInformazione
Epoca di fondazioneIV-V secolo d.C. (su domus romana)
Ricostruzioni principaliLeone IV (IX sec.), Pasquale II (XI-XII sec.), espansione XIII sec.
Elementi notevoliAula Gotica, Oratorio di San Silvestro, chiostro cosmatesco, abside unica
Uso attualeBasilica e monastero delle Monache Agostiniane di clausura

Walking in Rome (Basilica of Santi Quattro Coronati) 23 Aug 2023 [4K HDR]

Visite e accessibilità

La visita guidata esamina le stratificazioni architettoniche dell’esterno e si sposta all’interno, caratterizzato da un impianto basilicale con colonne di granito, dove spicca l’antica abside risalente alla prima costruzione. Dalla navata si accede poi al chiostro del Duecento, tra i più significativi e suggestivi di Roma; la Cappella di San Silvestro è visitabile lasciando un’offerta alle suore.

Per le visite guidate al Monastero dei Santi Quattro Coronati è consueto l’appuntamento in Via dei Santi Quattro n., con informazioni e prenotazioni tramite cellulare. Le visite permettono di comprendere come la storia si sia stratificata nell’architettura e nelle decorazioni, immergendo il visitatore in un’atmosfera medievale lontana dal caos della città moderna.

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